Comunità di accoglienza “Casa Iride”

01/06/2019

Lugagnano di Sona (VR)

“Comunità di Accoglienza Casa Iride” è un Progetto innovativo a supporto ad implementazione del già esistente servizio di Accoglienza per Richiedenti Protezione Internazionale e Beneficiari di Protezione Internazionale, con la specificità di essere indirizzato e rivolto a donne sole, in gravidanza o con minori a carico, prevalentemente risiedenti proprio presso “Casa Iride” a Lugagnano di Sona (VR).

Gli obiettivi che la Cooperativa si è posta nella realizzazione del Progetto sono molteplici, desiderando trovare una modalità efficace per incanalare – nella giusta direzione e secondo un’adeguata prospettiva – un percorso di riconquista del Sé e della vita relazionale, abitativa e professionale che vedesse le donne attive e protagoniste in questo processo.

Il percorso progettuale proposto ed attivato ha voluto fornire degli strumenti concreti e trasversali per il raggiungimento degli obiettivi, tramite l’individuazione di differenti fasi propedeutiche l’una all’altra: le Donne migranti stesse concentrano in sé una pluralità di aspetti conviventi…Dal loro essere Donne, al loro essere Madri, essere Donne e Madri in un Paese differente da quello di origine, ed essere infine Lavoratrici in Italia.

Le attività a cui le Donne beneficiarie dell’Accoglienza hanno attivamente partecipato sono state sia introspettive – come la riflessione sul Sé, sulle proprie abilità, competenze, sogni ed aspirazioni – sia teoriche riguardanti la quotidianità – come la gestione dei rifiuti, l’economia domestica e argomenti riguardanti la puericultura – sia formative e professionalizzanti grazie alle azioni propedeutiche all’inserimento lavorativo e ai tirocini nell’ambito della cura e dell’accudimento, delle pulizie e della cucina.

Richiedenti AsiloPubblica amministrazione

Professionisti coinvolti

Rizzi Eleonora

Dottoressa In Scienze Psicologiche dello Sviluppo e dell’Educazione

“Nata nel 1986 a Peschiera del Garda e residente a Rivoli V.se (VR), lavora in Spazio Aperto dal 2015 nell’Area dell’Accoglienza, ed è coordinatrice di “Casa Iride” dal 2017, anno di inaugurazione della Struttura. La presenza della Dott.ssa Rizzi all’interno del Progetto in qualità di —— ha potuto garantire continuità nelle relazioni, permettendo anche alle Donne Migranti partecipanti al Progetto di mantenere i propri punti di riferimento.

Centomo Deina

Dottoressa in Scienze Pedagogiche

Nata nel 1985 a Nogara e residente a Verona, lavora in Spazio Aperto dal 2018 nell’Area Accoglienza e progetto Welfacare per il Polo di Parona.

La professionalità e la disponibilità ha dato possibilità di inserimento lavorativo e di apertura alla comunità civile delle Donne accolte.

Francesca Frapporti

Osterica

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Marta Lago

Psicologa Facilitatrici di Mediazione

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Galvani Maddalena

Antropologa, Counselor Relazionale e Esperta in Gestione delle Risorse Umane e Consulenza Formativa nei Servizi Educativi

“Nata nel 1986 a Peschiera del Garda e residente a Mozzecane (VR), lavora in Spazio Aperto dal 2010 come Responsabile dell’Area Risorse Umane e Sviluppo.

Grazie alla sua diversificata esperienza formativa -tra cui troviamo la Laurea in Scienze Antropologiche, il Diploma di Counseling Relazionale, il Master in “Gestione di Risorse Umane” e “Consulenza formativa nei servizi educativi”, ed il Corso di Alta Formazione in “Welfare Community Manager” e “Management, Strategia e Finanza d’impatto per il Terzo Settore e l’impresa Sociale”- ha potuto dare un apporto fondamentale nella fase progettuale ed attuativa e nelle relazioni con la Fondazione San Zeno, Ente finanziatore del Progetto “Casa Iride”.

Risultati ed impatto sul territorio

Il Progetto, seppur ancora in via di svolgimento, si può affermare abbia contribuito a ri-equilibrare le aspettative ed i pensieri delle Donne accolte rispetto al percorso di Accoglienza fino ad allora intrapreso.

Dopo un iniziale momento di instabilità, fisiologico quando si entra in contesti del tutto nuovi, tutte le partecipanti hanno messo in campo energie e competenze a volte anche per loro inaspettate.

Nel sistema dell’Accoglienza, la percezione del futuro è molto vaga, si vive per lo più nel qui ed ora in attesa del prossimo step, ed è estremamente difficile riuscire ad immaginare cosa diventare, dove andare, con chi andare, una volta terminato il percorso di richiesta Protezione Internazionale. Questa situazione di incertezza ha un peso ancora maggiore dal momento che le protagonisti sono Donne-Madri e Donne sole con aspetti di fragilità. L’incertezza e il non saper come prendere in mano le redini della propria vita in un Paese che non è il proprio facilita anche l’instaurazione di meccanismi emotivi e psicologici di scarsa considerazione del Sé e delle proprie competenze e possibilità, per alcune nazionalità legato anche ad una percezione culturale della figura femminile.

Il percorso intrapreso attraverso il Progetto nelle sue diverse fasi, in questo senso ha attivato un cambiamento di prospettiva nella propria idea di futuro, uno spirito di coraggio e di spinta all’indipendenza – e all’intraprendenza -, ha fornito loro degli strumenti personali e lavorativi per capire le proprie potenzialità e le proprie aspirazioni e per provare a metterle a frutto.

Quando le nostre Donne sono arrivate in Italia, si sono rese conto subito che il mondo del lavoro era molto differente da quello che avevamo sperimentato in precedenza o di cui avevano qualche conoscenza. Questo mondo lavorativo è fatto di burocrazia, cavilli, limiti temporali, difficoltà logistiche…e perché no, alcuni ambiti anche di atteggiamenti non accoglienti nei confronti della Persona Migrante.

Di conseguenza, anche per il destreggiarsi tra questo intricato mondo di contratti, cartacei, soglie di sbarramento, richiesta di titoli, è stato fondamentale l’apporto che il Progetto ha dato loro nell’affiancamento all’avviamento lavorativo.

Grazie alle fasi progettuali messe in atto, le Donne hanno potuto conoscere da vicino dei contesti lavorativi tutelati e tutelanti, evidenziando loro quali sono le opportunità lavorative e le figure professionali a cui possono puntare, e anche quali percorsi formativi sono necessari per il raggiungimento dell’obiettivo.

Creare obiettivi, delineare un’idea di futuro, far nascere nuove consapevolezze, dare una spinta sostenitiva, tessere reti di socialità: questi sono stati, e sono tutt’ora, i punti di forza del percorso progettuale con loro condiviso in ambito personale e lavorativo.

Contestualmente, la Struttura di “Casa Iride” è maturata insieme al territorio di Lugagnano di Sona in cui è situata: l’”effetto educante” viene vissuto da entrambi le parti, grazie anche all’affermarsi di una reciprocità concretizzatasi nella co-progettazione e co-produzione di attività destinate non solo alle Donne in Accoglienza, ma aperte al territorio e ai suoi cittadini.

Uno dei risultati più significativi è stata la realizzazione di un piccolo “nido” all’interno di Casa Iride, che ha potuto realizzarsi efficacemente – oltre al mutuo aiuto delle ragazze stesse – anche grazie al sostegno e alla disponibilità di volontari che hanno messo a disposizione il loro tempo libero per aiutare le Donne-Madri nella conciliazione Vita-Famiglia-Lavoro durante la loro partecipazione alle formazioni, ai Tirocini e durante la ricerca lavorativa.

La sollecitazione di una dimensione comunitaria, la creazione di nuove reti, la nascita di nuove relazioni, il consolidamento di quelle già presenti, la realizzazione di momenti di condivisione, sono tutti step ottimizzati a seguito dell’attivazione dei percorsi condivisi in fase progettuale.

REPORT CONCLUSIVO

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